COSA DOVREBBE MANGIARE UN CANE?

Iniziamo con il dire cosa NON deve mangiare: MAIS, FRUMENTO, SOIA, sono alimenti completamente estranei all’alimentazione del cane e responsabili di intolleranze persino negli esseri umani. Sono poco digeribili, portano allergie, causano obesità e sono utilizzati dai produttori perchè fungono da riempitivi e alzano il livello proteico utilizzando però proteine di scarso valore.

I PRODOTTI DELLE MULTINAZIONALI E QUELLI DA SUPERMERCATO

Perchè allora le crocchette, soprattutto quelle più famose delle multinazionali, sono fatte prevalentemente di mais, frumento e soia?
La risposta è semplice quanto banale: mais, frumento e soia costano molto meno della carne o del pesce e sono dei perfetti “riempitivi”.

Altra cosa importante da sottolineare è che spesso in questi prodotti troviamo:

DERIVATI DELLA CARNE: significa tutti gli scarti come unghie, piume, ossa, zoccoli;
– ALTO CONTENUTO IN CENERI: sono gli scarti della lavorazione della crocchetta;
– CARNI DI DUBBIA PROVENIEZA: se i produttori non lo specificano o, ancora meglio, non sono certificati, le carni usate non si sa da dove arrivino e rischiamo di usare crocchette piene di antibiotici o ormoni.

QUINDI?

Il cane, tutti i cani, discendono dal lupo. Il lupo si nutre prevalentemente di CARNE ma le sue prede sono erbivore e, di conseguenza, nell’intestino e nello stomaco che i lupi mangiano troviamo erbe, frutti, bacche, ecc.

Questo fatto ha portato alla diffusione di prodotti GRAIN FREE, ovvero senza cereali, e il più conosciuto in Italia è sicuramente ORIJEN.
Orijen, prodotto in Canada dalla CHAMPION PET FOOD, ha creato questa crocchetta ispirandosi alla dieta dei lupi, “inventando” il concetto di “BIOLOGICAMENTE APPROPRIATO”.

Apparentemente dunque non c’è dubbio, ORIJEN è il prodotto migliore per i nostri cani!
Purtroppo la questione non è così semplice. Il concetto proposto da ORIJEN è corretto in linea teorica, ma bisogna prendere in considerazione altri fattori:

IL CANE HA SUBITO UN’EVOLUZIONE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ANNI AL FIANCO DELL’UOMO: questo comporta che la sua diete sarà stata differente da quella dei lupi e il suo apparato digerente avrà subito delle “modificazioni”, seppur minime;

I LUPI VIVONO IN MONTAGNA, PERCORRONO DECINE DI CHILOMETRI AL GIORNO, NON HANNO PASTI GARANTITI TUTTI I GIORNI: questo comporta che il fabbisogno del cane “medio” sia ben diverso da quello del lupo.

Diciamo dunque che nella dieta di un cane ci devono essere carne (o pesce) come alimento di base, accompagnato da tutte quelle sostanze (vitamine, sali minerali, ecc) che si possono assumere mangiando delle prede erbivore. Oltre a questo possiamo dire che integrazioni che possono aumentare il benessere grazie alle scoperte scientifiche nel campo dell’alimentazione e della veterinaria sono sicuramente bene accette (vedi Glucosammina e Condroitina per le articolazioni).
Riguardo ai cereali dobbiamo sapere che ve ne sono di digeribili dal cane e che possono apportare diverse vitamine e fibre: riso (specie quello integrale), avena e milo.
Si tratta di cereali molto antichi, alcuni presenti in varietà selvatiche e che quindi le prede dei lupi stessi possono mangiare, altri utilizzati per alimentare il bestiame fin dagli albori e che quindi, direttamente o indirettamente, finivano per essere assunti anche dai cani nel corso dei millenni di domesticazione.

Dunque, una volta appurato cosa non devono mangiare, cosa invece devono e cosa possono, possiamo tirare le somme:

IL CANE DEVE AVERE UNA DIETA BASATA SULLA CARNE (O PESCE!), INTEGRATA CON ERBE, VERDURE, FRUTTI, VITAMINE E SALI MINERALI. IL DOSAGGIO DI PROTEINE, CHE IN UN LUPO SICURAMENTE ERA ASSAI ELEVATO, DEVE ESSERE NEI CANI CALIBRATO IN BASE ALLE REALI NECESSITA’ CHE SONO QUASI SEMPRE BEN DIVERSE DA QUELLE DEL LUPO. IN SEGUITO ALLA DOMESTICAZIONE, ALL’ADATTAMENTO DEL CANE NEI MILLENI, E ALLE CONOSCIENZE SCIENTIFICHE, SAPPIAMO CHE L’APPORTO PROTEICO PUO’ ESSERE CALIBRATO DIMINUENDO L’APPORTO DI CARNI, AUMENTANDO QUELLO DI FRUTTA E VERDURA, E INSERENDO QUEI CEREALI CHE SAPPIAMO ESSERE DIGERIBILI APPORTANDO ANCHE DEI BENEFICI.

Esistono tuttavia, casi di cani intolleranti ad ogni cereale. In questo caso ci aiutano i prodotti GRAIN FREE ai quali dobbiamo fare molta attenzione riguardo ai dosaggi.

ALIMENTAZIONE CASALINGA E BARF

Alimentazione casalinga: naturalmente sarebbe la soluzione ideale ma il problema è che èd i difficilissima preparazione oltre che costosa.

Pressochè tutti quelli che fanno il “fai da te” finiscono per fornire diete sbilanciate al cane in quanto vengono generalmente considerati meno di 10 elementi sugli oltre 40 fondamentali da considerare nella formulazione di una dieta completa.

Di solito si guardano proteine, carboidrati, fibre e grassi, raramente anche calcio e fosforo, ma ci sono anche tutti i minerali, rame e zinco, alcune vitamine come la D che in molti casi, nella dieta fai da te è stata trovata sia carente che in eccesso anche fino a 10 volte, con gravi danni per la salute.

Sostanzialmente calibrare una dieta bilanciata per un soggetto è talmente complesso che anche i veterinari esperti di alimentazione utilizzano per i calcoli dei software appositi che tengono conto del REALE fabbisogno e considerando TUTTI gli elementi. Basti pensare che un pezzo di carne di uno stesso bovino, a seconda del taglio, può fornire elementi differenti ed in quantità diverse.

Tra l’altro, fondamentale della dieta casalinga, è usare prodotti di buona qualità e non scarti di macellaio, e questo comporta una spesa non indifferente. Come detto sopra infatti, ci sono tagli più nutrienti e tagli meno, tagli più grassi e meno grassi… con gli scarti di solito si casca male. Infine, cani con dieta casalinga, devono essere sottoposti a controlli frequenti proprio perché, nonostante tutti gli accorgimenti, una formulazione bilanciata è davvero difficile.

Una dieta a base di carne, riso, verdura e frutta, non solo non è sufficiente (manca ad esempio una fonte di calcio), ma il bilanciamento degli alimenti e il tipo di carne da scegliere in base agli apporti necessari, è molto complesso.

Dieta BARF: è una dieta molto in “voga” ultimamente e consiste nell’alimentare il cane con cibi crudi (carni, ossa, verdure, frutta).  Sostanzialmente valgono gli stessi problemi della dieta casalinga con in aggiunta alcuni elementi:

1. Le ossa non dovrebbero MAI essere date intere. Da intere infatti non è assolutamente possibile calcolare la quantità reale di calcio assorbito e sia una carenza che un eccesso di calcio sono molto pericolosi anche nei cani adulti. Viene consigliato l’uso di ossa tritate o in polvere, le quali permettono una certa precisione nel calcolo del calcio fornito e inoltre evitano il rischio di lacerazioni che, nonostante i barfisti neghino, capitano e non poi così di rado anche con le ossa crude.

2. L’unica carne sicura da somministrare cruda è quella di bovino. Secondo le leggi italiane infatti, essendo questa carne spesso usata cruda anche dalle persone, è l’unica che per legge deve essere priva di batteri. Altre carni ed in particolare pollo, tacchino e maiale sono pericolosissime crude in quanto la legislazione non prevede che siano vendute prive di batteri dato che si sa che devono essere ben cotte. Diventa dunque molto alto il rischio di contaminazione ad esempio da salmonella che poi, dalle feci del cane, potrebbe diventare pericoloso anche per altri cani e anche per bambini.

3. Non esistono riscontri scientifici che dimostrino che la Barf dia qualche beneficio in più rispetto alla cucina cotta, nemmeno in paesi come la Germania in cui la Barf è molto più diffusa. Tale diffusione è dovuta al fascino del “ritorno alle origini”, senza però considerare, oltre alla difficoltà della dieta bilanciata come per la dieta casalinga cotta, gli alti fattori di rischio e una evidenza lampante: l’assoluta maggiore longevità dei cani di oggi.